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li" ed "interattività". Televisione e cinema rappresentano canali multimediali di tipo lineare: il fruitore, infatti, a parte il potere di scelta iniziale, non può esercitare alcun potere decisionale durante il processo di comunicazione. Non può scegliere a quali contenuti informativi accedere, non può decidere in quale momento accedervi, non può modificare la successione degli eventi dell'opera cinematografica o televisiva. Queste considerazioni hanno fatto nascere un nuovo concetto di multimedialità, strettamente connesso alle nuove frontiere dell'informatica e della telematica. Le nuove tecnologie hanno ampliato a dismisura le "frontiere delle possibilità". Processori sempre più veloci, supporti per l'immagazzinamento dei dati sempre più capienti, nascita e rapido sviluppo di un mercato consumer per i prodotti ad alta tecnologia, tutto ciò rende oggi una realtà quella rivoluzione del mondo della comunicazione paragonabile, per importanza, soltanto a quella determinata da Gutenberg. Ma la multimedialità non è soltanto una rivoluzione senza precedenti del sistema delle comunicazioni, e della società tutta, né tantomeno una primizia tecnologica da utilizzare per stupirsi o per spaventarsi. Essa è soprattutto una filosofia, più che uno strumento di comunicazione; qualcosa che va aldilà delle tecnologie; la multimedialità è il cavaliere, la tecnologia è il suo destriero. Tale filosofia sta profondamente influenzando i processi di diffusione della cultura, delle idee, di ciò che, assolutamente o relativamente, è "buono" o "cattivo". Sta influenzando i commerci, il mondo della finanza, la diffusione dei modelli culturali e comportamentali. La multimedialità è un formidabile strumento di promozione del territorio. Essa è la via naturale per la gestione della leva comunicazione nel marketing mix territoriale. La multimedialità consente, ad utenti di diverso tipo, una fruizione delle risorse territoriali caratterizzata da una grande libertà di scelta, e, soprattutto da una multidisciplinarità a più livelli che consente a persone con interessi e backgrounds culturali quanto mai diversificati di accostarsi al territorio, di vederlo, di comprenderlo, di ascoltarne i ritmi, di immaginarne gli odori ed i sapori, e, infine, di desiderarne una più approfondita conoscenza. All'interno dell'opera multimediale, i diversi contenuti culturali devono essere contestualizzati non con la rigidità dell'opera bibliografica, o del documentario, ma, attraverso infinite direttrici che consentono una consultazione talmente personalizzata da rappresentare un'"impronta multimediale", assolutamente diversa da un utente all'altro. L'autore è chi consulta l'opera. L'opera è destinata a targets definiti sulla base delle strategie di marketing, che individuano i segmenti di mercato ai quali l'ente intende rivolgersi. Attualmente non si tratta, nel caso del marketing territoriale, della "massa turistica",
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